La miopia provoca una riduzione della visione da lontano poiché il punto di massimo fuoco è spostato per vicino. Con una miopia di 3-4 diottrie, il paziente vede bene da vicino (entro i 20-30 centimetri) mentre oltre questa distanza la visione è sfocata e indistinta. Più è elevata la miopia, che si misura con un maggior numero di diottrie, peggiore è la visione degli oggetti lontani.

Questo effetto ottico è dovuto al fatto che, all’interno dell’occhio miope, l’immagine si forma non sul piano retinico (visione nitida) ma davanti alla retina (visione sfocata) perché il bulbo oculare è più allungato del normale.

In questo caso il sistema di messa a fuoco interno dell’occhio (accomodazione del cristallino) non può aiutare il paziente a compensare il difetto, come fa nell’ipermetropia, poiché esso ha solo la capacità di spostare in avanti il punto focale e quindi allontanarlo ulteriormente dalla retina.

In effetti esistono dei casi in cui una leggera miopia è dovuta a uno spasmo dei muscoli dell’accomodazione (pseudomiopia accomodativa).

Nelle fasce di età più avanzate la miopia può insorgere a causa di un aumentato potere di convergenza del cristallino il quale aumenta la sua densità ottica con il passare degli anni e può spostare il punto focale al davanti del piani retinico. Tale condizione è marcata nelle cataratte nucleari ed è definita miopia da indice (per l’aumentato indice di refrazione) in contrapposizione alla “normale” miopia che è definita “assiale” (da aumento della lunghezza dell’asse visivo).

Cause

Sono molte e si possono schematicamente riconoscere due meccanismi: gli aspetti ereditari e costituzionali e lo sforzo visivo per vicino.

Gli aspetti costituzionali sono quelli che caratterizzano le grosse entità di miopia: i figli di genitori con miopia elevata sono interessati più frequentemente ad essa.

Gli sforzi visivi da vicino sono quelli che caratterizzano le piccole entità di miopia. Sono ormai acquisiti gli studi effettuati su popolazioni non scolarizzate che non presentavano miopia le quali, dopo l’alfabetizzazione di massa, hanno riportato un’incidenza di miopia uguale a quella dei paesi occidentali industrializzati. Poiché la miopia riduce la visione da lontano ma aiuta quella di vicino, può insorgere come una reazione adattativa a uno stimolo ambientale.

L’aspetto genetico e quello funzionale si possono combinare per determinare una evoluzione maggiore o minore nel singolo individuo.

Anche fattori generali quali squilibri ormonali o malattie debilitanti, possono influire sulla progressione della miopia.

Evoluzione

La miopia si manifesta di solito nell’infanzia o nell’adolescenza e tende ad aumentare fino ai 20-22 anni.

Le forme più forti cominciano prima (verso i 5 -6 anni) e tendono a progredire più a lungo (miopia progressiva) raggiungendo valori anche molto elevati. In questi casi le strutture nobili dell’occhio (retina e nervo ottico) possono presentare dei problemi di fragilità e delle complicazioni che provocano una riduzione visiva di tipo organico e, quindi, non migliorabile dalla correzione ottica
(miopia degenerativa).

Trattamento

La correzione avviene con delle lenti divergenti (concave), che spostano il fuoco dell’immagine indietro, sul piano retinico.

Se la miopia è elevata si deve ricorrere a lenti di elevato potere diottrico, le quali comportano dei fastidi dovuti ad aberrazioni ottiche e rimpicciolimento dell’immagine.

Una migliore qualità visiva si ottiene dalle lenti a contatto e dalla chirurgia refrattiva con laser a eccimeri, poiché questi sistemi esercitano l’effetto ottico divergente a livello corneale.

Aspetti clinici
L’occhio miope è più lungo del normale, quindi, in esso le strutture interne sono stirate ed assottigliate. Ciò rende la retina più facilmente soggetta a complicazioni quali rotture e distacchi.

È per questo motivo che è raccomandato ai miopi di sottoporsi annualmente a una visita oculistica che verifichi lo stato di salute della periferia della retina.

Per lo stesso motivo, un occhio miope subisce più facilmente lo scollamento del vitreo. Ma al contrario di quanto vale per la retina, lo scollamento del vitreo è fisiologico.

Le conseguenze dello scollamento del vitreo sono la percezione di corpi fluttuanti: piccoli oggetti grigiastri che si muovono nel campo visivo che sembrano mosche o moscerini. E’ comunque importante far verificare dallo specialista che questi sintomi non corrispondano a dei problemi retinici (vitreo e retina sono strettamente connessi).

Gli occhi miopi, infine, possono essere più suscettibili ai danni da pressione oculare alterata, per cui è importante fare con cura la prevenzione del glaucoma.

International Myopia Prevention Association

Video tratto da http://www.youtube.com/user/MyopiaPrevention